Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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I MISTERI DELLA GIUNGLA NERA

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Salgari, Emilio 28 occorrenze

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buona dose di veleno. Si diresse verso poppa e senza essere veduto discese sotto coperta, arrestandosi dinanzi la cabina del comandante. L'uscio era

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rossa, arrotolata e sospesa ad un sottile filo di seta. L'aprì con mano tremante, gettandovi sopra gli occhi. V'erano dei segni bizzarri d'una tinta

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cadenzato e un tintinnìo che pareva di speroni. Sussultò e alzò la rivoltella verso la porta. L'uomo si avvicinava; Tremal-Naik lo udì arrestarsi un

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sangue per la sua libertà. Negapatnan, dimmi dov'è, dimmi dove io possa trovarla. L'indiano rimase impassibile come una statua di bronzo. - Io ti donerò

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fiumana e le sue sponde. L'elefante camminava con passo spedito, eccitato dalla voce del mahut, fracassando, stritolando, sotto le enormi zampe le radici e

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tempo l'indiano, - tu corri un gran pericolo. Ada fremette. L'accento dell'indiano era cupo e minaccioso. - Dove sei stata questa notte? Mi dissero che tu

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a poppa, col remo in mano, cercando di dirigere il canotto. L'uragano allora raddoppiava di violenza e alla notte oscura era successa una notte di

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sparire, non sparire, non lo voglio, no! no! no! L'indiano emise un acutissimo grido e sulla sua faccia si dipinse una viva angoscia. A quel grido, dalla

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§L'impresa più difficile era riuscita. Ora si trattava di inseguire a tutto vapore la fregata che aveva un vantaggio di quasi quindici ore

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? - L'ho trovata dinanzi alla capanna. Leggi questa lettera, padrone. Tremal-Naik gliela strappò vivamente di mano, gettandovi sopra un avido sguardo. Ecco

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attenzione, riconobbe in lui il bengalese Manciadi. - Oh! ... - esclamò egli con orrore. Aghur! L'indiano fu lesto ad accorrere alla chiamata del compagno

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vedendo che altri sipai accorrevano in aiuto dei loro compagni. L'intelligente fiera esitò, come comprendesse il pericolo che correva il suo padrone, poi

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furiosamente sulla belva, dimenando rabbiosamente la corta sua coda. L'urto fu terribile. La tigre aveva fatto un salto immenso, cadendo sulla groppa del

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.- Uno dei nostri che ritorna di corsa. - È Nysa. - Ma è solo. Che sia fuggito Saranguy? - Non lo credo. Nysa non tornerebbe. L'indiano veniva innanzi

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i miei uomini? - Chissà, forse quello di spaventarci e di tenerci lontani. - Dove supponi che abbiano le loro capanne? - L'ignoro, ma oserei dire che

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. L'indiano nulla avea udito né veduto, volgendo la schiena al fuoco. Si avrebbe detto anzi che si era assopito appoggiato alla lancia. Tremal-Naik e il

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sbarravagli il passo. L'urto fu così forte, che cadde pesantemente a terra trascinando seco Ada. Si rialzò prontamente tenendo sempre stretta fra le braccia

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§L'Hugly, le cui acque sono reputate sacre dalle popolazioni dell'alta India le quali intraprendono di frequente dei lunghi pellegrinaggi, per

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ed il pugnale nella sinistra, passare come una freccia dinanzi alla macchia e scomparire nel folto della jungla. - L'hai veduto, Kammamuri? - chiese

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passare tra le sbarre. L'aperse. Conteneva una lettera, una rivoltella, un pugnale, delle munizioni, un laccio e due mazzolini di fiori accuratamente

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flessibilissimo, annodata alla sbarra e che scompariva giù nell'apertura. L'afferrò e riunendo le sue forze la tirò a sé; s'accorse subito che alla

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§Era una magnifica notte d'agosto, una vera notte tropicale. L'aria era tiepida, dolce, elastica, imbalsamata dal soave profumo dei gelsomini, degli

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. L'ufficiale non si era ingannato. Dinanzi alla Cornwall, a mezzo chilometro di distanza, si vedevano due punti luminosi, uno rosso ed uno verde, scintillare

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ferito a morte Aghur! ... Povero me ... non ne ho colpa, padrone ... ci sono balzati addosso ... Aghur! povero Aghur! - L'hanno ferito! - esclamò

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. L'idea che Tremal-Naik corresse un pericolo, gl'infuse un coraggio straordinario. Disprezzando ogni precauzione, dimenticando che forse gl'indiani lo

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ingannarsi. - Cosa pensi che sia? - L'ignoro, ma lo sapremo. - Padrone, qui c'è qualche terribile mistero. - Hai paura? - No, sono maharatto. - Allora

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chiese con voce strozzata dall'ira. - No, non parlerò. - È la tua ultima risposta? Bada ... - L'ultima. - Sta bene, ora agiremo. Bhârata? Il sergente

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, - mormorò Aghur, diventato pensieroso. - E cosa fanno quegli uomini? Perché ammazzano le persone che sbarcano sulla loro isola? - L'ignoro, Aghur

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